venerdì 21 gennaio 2011

Colpo di reni.




Ci sono un neo-zelandese, un americano e un italiano. Non è una barzelletta, ma la persone con cui abbiamo conversato (si fa per dire) quotidianamente. Ci sono anche due turchi, un paio di singapore, un orango tangu, due piccoli serpenti, un'aquila reale. Ah no scusate. Deve essere la stanchezza.
Lo SWAT è appena finito e pure noi. Però abbiamo dato il massimo e ieri sera abbiamo trovato anche la forza di lavorare per l'ennesima volta di notte pur di portare "stuff" in riunione. Poi stamattina la sorpresa: riunione spostata alla 13:30. E via di nuovo a lavoro per preparare altra "stuff".
Alla fine il buon Schwartz s'è pure comprato qualcosa (guerrilla varie) e ci ha fatto i complimenti per un film che non useranno mai per VISA, ma che ha definito to "much for VISA".
In realtà poteva andare meglio e peggio allo stesso tempo. Questi stanno avanti. Lavorano su questo marchio da sempre e continuamente. E soprattutto hanno l'approccio degli storytellers che a noi manca (ancora).
Esperienza educativa? Direi proprio di sì. Molto più che a Parigi, dove ci siamo barcamenati più agilmente tra le rapide del lavoro.
Matteo è stato grande, al punto da rinunciare a un invito a un party fichissimo non so dove dalle parti di Hollywood, pur di portare ancora più cose in presentazione. Una belva.

Arnald

ps. sto ancora rosicando. (Matteo).

p.p.s.: Ieri è venuto uno degli uomini di Google a spiegarci le nuove applicazioni che nasceranno prossimamente in rete. Dire che ci siamo sentiti come uomini di neanderthal è poco. Fondamentalmente, più che un viaggio nello spazio, abbiamo fatto un viaggio nel tempo.

mercoledì 19 gennaio 2011

TBWA\Los Angeles.

Ho lasciato Matteo in balia di un gruppetto di agguerrite account dell'agenzia. Una - incrocio tra Gwynet Paltrow e Linda Carter nella versione wonder woman, capendo pure l'italiano, ha tolto al nostro Uncle la possibilità di dire tutto quello che vuole in modo indiscriminato. Naturalmente, alla decima birra se ne dimenticherà e le dirà cose che è meglio non sapere. Tra l'altro, alla terza stava già dando segni importanti di cedimento, volendo ordinare la quarta birra a un cliente. 
Intanto, qui sotto, un'immagine di una minuscola parte di TBWA\Los Angeles, ma con un titolo che racconta tutto.







lunedì 17 gennaio 2011

Santa Monica: spiaggia piena di devoti.

Tre immagini della spiaggia di Santa Monica scattate ieri pomeriggio.
Oggi siamo in agenzia, ma il jet lag ci sta letteralmente divorando.









domenica 16 gennaio 2011

Giorno 1.




Eccoci qui,
siamo arrivati nella città degli angeli. Io sono stravolto, Matteo è matteo, e tanto basta.
Questa mattina Uncle è venuto a prendermi alle sei con il taxi. E anche stavolta ce ne è capitato uno pazzo che, avendo sbagliato uscita del raccordo, s'è fatto duecento metri a retromarcia a cannone. Intanto Matteo mi spiegava che ha ben pensato di fottere il jet lag. Come? Semplice, non è andato a dormire ed è stato fuori fino a quel momento con il suo amico "Monnezza" (mi pare), che infatti abbiamo incrociato vicino al Meo Pinelli mentre andavamo a prendere il raccordo.
Così, Matteo è caduto in uno stato catatonico per tutto il volo, interrotto solo dalla colazione, dallo snack numero uno, da una visita al bagno, dal pranzo, dallo snack numero due, da una seconda visita al bagno, da una partita a scacchi giocata fino all'ultimo pedone contro di me, da una terza visita al bagno, dal Gran Canyon visto dall'alto e dallo snack numero tre.
Io, nel frattempo ho sonnecchiato al massimo un paio d'ore mentre cercavo di far entrare la mia mole nello spazio tra i due sedili (e non parlo di due sedili della stessa fila, sia ben chiaro).
Capitolo albergo: molto carino, elegante, bastardo. Ci hanno sfilato 150 dollari a testa per eventuali usi del frigo bar che ci restituiranno quando lasceremo la stanza. 
Ora, mentre io sto qui a scrivere di queste prime ore di viaggio, Matteo sta scrivendo alla TBWA affinché lo tirino fuori dal circolo vizioso che si è creato alla reception. Potete immaginare la sua espressione quando il tipo, tale Robert Chile, gli ha detto che se non avesse risolto per l'acconto, lo avrebbero chiuso fuori dalla stanza. Cose dell'altro mondo. Anzi, del nuovo. - Arnald